Il giardino

Il giardino dei profumi: aromaterapia fra le piante

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Tra i cinque sensi, l’olfatto è quello connesso in modo più stretto alla sfera delle emozioni e avvicina l’essere umano al mondo viscerale dell’istinto. Oggi gli odori e i profumi sono utilizzati come efficace forma di cura, nella disciplina chiamata “aromaterapia”.

I mesi invernali non sono privi di profumi: nella scarsità di fioriture propria del periodo freddo assumono ancora più rilievo le note deliziose del calicanto, dell’Hamamelis, della Mahonia, della Sarcococca, della Daphne e dei viburni a fioritura precoce, come Viburnum bodnantense “Dawn”, che nei climi non troppo rigidi fiorisce continuamente sui rami spogli, da metà autunno alla fine dell’inverno.

La primavera esplode in un tripudio di profumi che provengono da erbacee e bulbose, alberi e arbusti. Primule, violette, giacinti, narcisi, mughetti e altre specie compongono una soave sinfonia nelle aiuole, nelle bordure o in vasi da collocare a portata di naso. In maggio, il lillà diffonde il suo profumo intenso, il maggiociondolo si fa apprezzare con i suoi effluvi delicati, mentre la fragranza eccezionale del filadelfo o fior d’angelo pervade il giardino o il terrazzo per tutto il mese.

Diverse sempreverdi da siepe forniscono un duplice vantaggio: da un lato svolgono la funzione di barriera protettiva per filtrare smog, vento e rumore, dall’altro emettono fiori ricchi di profumo. Tra le migliori: ligustro, eleagno, l’inebriante osmanto e il pittosforo, che in primavera si copre di fiorellini dalla fragranza simile a quella dei fiori d’arancio. Non possono mancare nel giardino le rose, soprattutto le varietà antiche e le inglesi.

Tra gli alberi meritano un posto la magnolia sempreverde dai fiori bianchi, la robinia (rustica e resistente all’inquinamento) e il tiglio dall’ampia chioma con piccoli fiorellini la cui fragranza dolce e penetrante rallegra le serate di tarda primavera.

Da non dimenticare le piante rampicanti profumate come glicine, gelsomino e rincospermo e la robusta Clematis armandii, una clematide molto fragrante.

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Ecco tre trucchi per esaltare il profumo delle piante e dei fiori:

  • Collocate le piante in posizione soleggiata: il caldo estivo causa la dilatazione delle cellule superficiali in cui sono contenuti gli oli, estremamente volatili, che si diffondono nell’aria grazie all’evaporazione. Conviene che la zona sia riparata dai venti, per non disperdere le fragranze.
  • Nella maggior parte dei casi, i fiori mantengono l’aroma solo per qualche giorno, fino all’impollinazione, poi smettono di produrre nettare e profumo, per invogliare gli insetti a spostarsi su corolle ancora da impollinare. L’asportazione regolare degli steli appassiti induce a una produzione di fiori più generosa, quindi a una maggiore intensità.
  • Conviene informarsi sulle caratteristiche delle singole specie e varietà: tra le rose, per esempio, vi conviene scegliere quelle a fiore doppio, che hanno un profumo più forte perché l’aroma viene emesso dai loro tanti petali.

 

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